IL LATTE DI
CAPRA
Le
caratteristiche del latte di capra sono le seguenti:
- la composizione chimica è la più simile, dopo il latte d'asino, a
quella del latte umano;
- i grassi contenuti vanno da un max. del 4%, all'inizio della lattazione,
ad un min. del 2,7% nel periodo estivo. Sono grassi saturi, con micelle
particolarmente piccole e legami labili;
- il contenuto in lattosio è praticamente simile a quello del latte
vaccino
(4-5% a seconda del periodo di lattazione).
Cosa
vogliono dire questi dati ?
Per
meglio comprendere bisogna premettere che le capre partoriscono una sola volta
l'anno.
La composizione del latte è determinata quindi dal periodo della lattazione:
all'inizio e alla fine l'animale produce meno latte, più concentrato e quindi
con più grassi e più proteine. Nel periodo estivo la quantità di latte
aumenta e diminuisce la concentrazione di grassi (2,7- 2,9%).
I grassi saturi (= colesterolo HDL) danno una diversa deperibilità rispetto al latte vaccino.
Il
caprino fresco (al quale noi non aggiungiamo nulla se non fermenti, caglio e
sale) diventa caprino stagionato senza passare per altre lavorazioni e può
essere consumato anche oltre i 60 gg. dalla lavorazione senza subire alterazioni
se non il normale cambiamento di gusto.
LE ALLERGIE
Ultimamente
si sente sempre più spesso parlare di allergia ai prodotti derivati dal latte
vaccino, ma bisogna distinguere tra due forme differenti: quella alle proteine e quella al lattosio.
Nel
caso dell'allergia alle proteine i formaggi
a base di latte di capra possono essere tranquillamente consumati e sostituire
quelli vaccini (per maggiore sicurezza utilizziamo solo caglio di capretto), ma
nel caso dell'allergia al lattosio il
latte di capra non è risolutorio in quanto ne contiene in buona quantità come
quello vaccino. In questo caso però è possibile consumare formaggi a
lavorazione lattica (i caprini) perchè i fermenti utilizzati consumano il
lattosio, scomponendolo in una catena di zucchero non allergizzante per il
vostro organismo.
IL LATTE CRUDO
Il
latte quando esce dalla mammella è chiaramente a temperatura corporea (che nel
caso della capra è di 38-39 °C).
Lavorare a latte crudo significa non oltrepassare mai questa temperatura durante
la lavorazione.
I
vantaggi dell'utilizzo del latte crudo sono sostanzialmente due:
-
Il
primo e il più importante è la salubrità e la digeribilità dei formaggi
così prodotti perché il calore altera vitamine, proteine e sali minerali. E' una soluzione preferibile per bambini ed anziani
che necessitano di un apporto di vitamine e sali minerali maggiore.
Il latte di partenza deve essere sicuro e noi lo garantiamo effettuando i
dovuti controlli previsti dalla Legge e monitorando tutti i passaggi. Conosciamo
in prima persona gli allevatori che ci forniscono il latte.
-
Il
secondo è il mantenimento della flora batterica ottenibile evitando la
pastorizzazione. La pastorizzazione uccide anche tutti i
microrganismi utili del latte e ne annulla le
caratteristiche organolettiche, per poi inoculare solo fermenti selezionati
e quindi standardizzando il prodotto ed il gusto.
Per
questi motivi la lavorazione a latte crudo è sostanzialmente più difficoltosa
ed impegnativa e non permette di assecondare la nostra abitudine di trovare
prodotti con caratteristiche sempre uguali in tutti i periodi dell'anno.
La
nostra duplice sfida è quella di
ritornare alle tecniche di lavorazione più antiche applicando i controlli più
moderni, e di applicare al gusto più classico la fantasia della nostra
tradizione culinaria.
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